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Da Milano ad Assisi in bicicletta: ci ho messo 5 giorni, ho pedalato su una eBike all road, adatta anche al cicloturismo. E adesso vi racconto tutto questo mio pellegrinaggio su due ruote fatto a inizio 2018 (era la settimana a cavallo tra febbraio e marzo), pedalando per un buonissimo tratto sulla celeberrima Via Francigena.

cicloturismo via francigena
Cicloturismo, in bici con la cartina per viaggiare sulla Via Francigena

Ho usato una eBike per questioni di lavoro, ma il chilometraggio giornaliero in cui ho deciso di spezzare questo viaggio è fattibile anche con una bicicletta muscolare. Basta essere un po’ allenati, perché le salite non mancano.

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da milano ad assisi in bicicletta, giorno 1: tappa a fiorenzuola

Partenza presto dalla provincia. Mi sono buttato nel traffico meneghino, sotto gli occhi curiosi di chi si recava al lavoro in un normale martedì di fine febbraio. In meno di un’ora sono arrivato sulle sponde del Naviglio Pavese. Possiamo dire che il viaggio, quello vero, comincia da qui.

Esattamente dove il Naviglio incrocia la circonvallazione esterna di Milano parte la pista ciclabile che porta dal cuore del capoluogo fino al centro di Pavia. Un “piattone” di circa 30 chilometri: la ciclabile accompagna il corso del naviglio ed è quasi sempre in sede protetta.

cicloturismo centro storico pavia
Arrivo da Milano nel centro di Pavia

Sono arrivato senza grande fatica sulle sponde del Ticino. Pavia ha il suo fascino, il suo centro storico si riempie presto di lavoratori e soprattutto studenti, arrivati lì da tutta Italia e mezza Europa. Cappuccino e brioche nella piazza del mercato. Quindi mi sono rimesso in sella, salutando l’amico che fino a lì aveva condiviso con me questo primo tratto.

A Pavia ho lasciato la ciclabile che arriva da Milano e ho incontrato invece la Via Francigena che passa proprio sugli argini del Ticino e permette di ammirare la città in tutto il suo fascino.

La Via Francigena è ben segnata, basta allenare lo sguardo ai segnali (soprattutto agli adesivi che si incontrano ai bivi, sui muri o sui cartelli stradali). A Orio Litta mi sono fermato per pranzo mentre Fiorenzuola era la prima vera sosta.

L’ultimo tratto di questo primo giorno di viaggio è “in condivisione”: la Via Francigena sfrutta il tracciato della Ciclovia del Po, per lo più sterrata, adatta alla eBike con cui stavo pedalando, terreno perfetto per bici gravel.

Sono arrivato nel centro di Fiorenzuola dopo circa 155 km. Ho alloggiato nei locali della parrocchia San Fiorenzo: 10 euro di offerta per una stanza (che in quella notte era tutta per me) con letti a castello e bagno condiviso, lenzuola comprese. Ho cenato in una locanda a due passi dall’ospitale: presentando la Credenziale si può gustare un menù del pellegrino a 15 euro.

Poi a nanna. Non prima di aver studiato di nuovo il percorso del giorno seguente, di aver controllato il mio mezzo e di aver messo sotto carica la batteria.

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da milano ad assisi in bicicletta, giorno 2: Cisa e arrivo a pontremoli

Colazione a Fiorenzuola, borse sulla bici, pronti, via. Ho messo subito Fidenza nel mirino, sempre seguendo il tracciato della Via Francigena. Passata Fidenza l’altimetria del mio viaggio ha iniziato a smuoversi decisamente. Si esce dalla città e si affrontano una serie di sali e scendi, mangia e bevi, nella campagna emiliana, quella dove nascono i formaggi che mezzo mondo ci invidia.

La salita vera di giornata è la Cisa, cioè il Passo della Cisa. Le pendenze iniziano a farsi più impegnative a Fornovo di Taro. Lì inizia la salita vera. E non nascondo che l’assistenza del motore della eBike è stata di aiuto. Soprattutto nel tratto dopo Bordone, in cui le pendenze si sono fatte più impegnative.

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In cima al Passo della Cisa, prima di scendere verso Pontremoli

Suggerimento: in questo tratto non si trovano ristori. Non ci sono molti bar o ristoranti, nessuna fontana. Quindi bisogna dosare bene le energie e anche i rifornimenti di acqua e cibo. Per non farsi prendere dalla sete proprio nel bel mezzo della salita.

Da Cassio sono sceso fino a Berceto, Comune che segna l’inizio dell’ultimo tratto del Passo della Cisa, i 10 km finali. La salita è dolce ma costante e si può ammirare il paesaggio che cambia. La Toscana è lì dietro l’angolo.

Foto di rito in cima. Ho preso fiato, mi sono coperto, e poi giù verso Pontremoli. La discesa è lunga e ripida, non richiede tecnica ma bensì attenzione. Sono arrivato a Pontremoli dopo circa 110 km in sella, al termine di una giornata bellissima, faticosa ma carica di energia.

E sapete dove ho dormito? Nel punto più suggestivo e panoramico di tutto il borgo, cioè nel suo castello. In cima al paese infatti svetta il Castello del Piagnaro, dove c’è il Museo delle Statue Stele, che fa ospitalità ai pellegrini che percorrono la Via Francigena con Credenziale.

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In posa tra le mura del Castello di Pontremoli

Io avevo chiamato in anticipo, avvisando del mio passaggio. Per 11 euro ci sono stanze con letti a castello, lenzuola, asciugamani, bagni e docce. Io ero da solo, mi hanno lasciato anche le chiavi del cancello: da solo in un castello, era la prima volta nella mia vita e non lo dimenticherò tanto facilmente.

Cena nel centro storico di Pontremoli, ovviamente a base di testaroli: un piatto in una buona trattoria costa circa 10 euro. Inutile dirvi quanto merita.

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da milano ad assisi in bicicletta, giorno 3: VERSO lucca

Ho iniziato il terzo giorno con una voglia matta di godermi la Toscana. E credo di esserci proprio riuscito. Ho salutato Pontremoli e ho continuato sul percorso della Via Francigena verso Aulla. Quindi Sarzana che già profuma un po’ di mare. Pausa al mercato, ho fatto scorta di frutta.

Da lì la traccia porta verso il litorale: si passa da Marina di Carrara e quindi da Forte dei Marmi. Ho pedalato osservando la spiaggia alla mia destra, col vento in faccia, i gabbiani e il profumo di salsedine. Uno spettacolo tutto per me, perché a fine febbraio non c’è turismo e gli stabilimenti sono chiusi.

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Sulla Ciclovia della Versilia si passa anche dall’ingresso della mitica Capannina

La ciclabile lungomare (la Ciclovia della Versilia) è bella e protetta. L’unica seccatura può essere il vento contro. Ma che importa? Stavo viaggiando, non mi correva dietro nessuno. Dopo Forte si lascia il mare e la cartina indica che si deve girare a sinistra, nell’entroterra.

Prima Pietrasanta, poi Camaiore, quindi Lucca. Tanti mangia e bevi, ho pedalato dosando energie, batteria e senza risparmiarmi nelle soste per fare rifornimento di acqua e cibo.

Sono arrivato a Lucca dopo 120 km totali. Da inizio viaggio siamo già a circa 350. Lucca è bellissima, mi ha accolto con le sue mura. Ho trovato un b&b nel centro storico, pagando circa 30 euro per notte e prima colazione. E ho cenato coi piatti tipici del territorio, con quei primi che profumano di terra e campagna, un bel bicchiere di vino rosso del posto. Che, si diceva una volta, fa buon sangue.

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DA MILANO AD ASSISI in bicicletta, GIORNO 4: LA MAGIA DELLA TOSCANA E SIENA

Non vedevo l’ora di pedalare questo “tappone”. Ma voglio essere sincero. La notte a Lucca è stata infernale: febbre, mal di pancia. Risparmio i dettagli. Mi sono svegliato ma non riuscivo ad alzarmi dal letto. Non mi ero mai sentito così debole.

Per tutta la notte, senza dormire, ho pensato a cosa fare. Ero in viaggio da solo e non avevo altri giorni a disposizione. Non mi sarei potuto quindi fermare a Lucca per ricaricare le mie pile.

Si va avanti o si torna indietro? Sono salito in bicicletta ma ho dovuto fare qualche tratto in treno. Perché le gambe non andavano e tutto quello che ingerivo non restava per molto in corpo.

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Bicicletta e borse sulla carrozza del treno regionale della Toscana

Per fortuna quasi tutti i treni regionali in Toscana hanno una carrozza per le biciclette e il sovrapprezzo sul biglietto è di solo 1,50 euro. Ho fatto qualche tratto caricando la bici in carrozza. Credo faccia parte del gioco, del viaggio. Non bisogna prendersela, non bisogna pensare che “valga meno”.

Dalla carrozza o dalla mia sella, comunque, mi sono gustato la Toscana. L’ho assaporata e amata per l’ennesima volta. Anche a fine inverno. Lucca, San Miniato, San Gimignano. Su e giù, poi di nuovo su e di nuovo giù. La strada mi ha cullato.

Poi Poggibonsi. Da qui inizia la salita che mi ha portato a Colle di Val d’Elsa, Gracciano d’Elsa e a Strove, con la sua bella Pieve romanica. Ho passato Abbadia e quindi Monteriggioni e le sue torri, uno dei borghi più spettacolari che si incontrano sulla Via Francigena.

Si pedala su strade bianche, ed è bellissimo. Ma ad un certo punto ho dovuto prendere la Cassia, che porta fino a Siena. Gli ultimi chilometri, quelli per entrare nelle mura della città, sono tutti in salita.

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L’arrivo a Siena, in Piazza del Campo

Ho pedalato sul ciottolato che sfiora Piazza del Campo e nonostante i crampi mi sono fermato per gustarmi quel momento e quella mezza impresa. Uno degli alloggi migliori per i pellegrini della Francigena è quello di “suor Ginetta”, presso la chiesa di San Girolamo. Alloggio spartano, accoglienza super: con una offerta libera anche di pochi euro ci sono brande, bagni e cena e colazione in gruppo, con gli altri pellegrini.

Viste le mie condizioni, però, ho optato per un semplice b&b con camera tutta per me. Ho riposato e ripreso le forze. Ho visitato il centro di Siena, il Duomo e passeggiato dentro le mura.

da milano ad assisi in bicicletta, giorno 5: l’arrivo

La notte è servita a riprendere le energie. O almeno quel che mi bastava per continuare il mio viaggio e arrivare fino in fondo. Sveglia presto ad Assisi: ho continuato sulla Via Francigena su quello che secondo me è il suo tratto più spettacolare.

Da Siena sono sceso verso Ponte d’Arbia e sono transitato da Buonconvento. San Quirico d’Orcia si raggiunge dopo una bella salita. Qui ho dovuto lasciare la via dei pellegrini, che continua verso il Lazio e quindi fino alla capitale. Ho “girato” verso Assisi, la mia meta finale.

Ho pedalato verso Perugia passando da Chianciano Terme e quindi Chiusi: in mezzo c’è la salita del Monte Amiata. Quindi Perugia. Che varrebbe certamente una pausa, ma la mia destinazione era poco più avanti. Già sentivo il profumo di Assisi.

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Arrivato a destinazione: ecco la Basilica di San Francesco, ad Assisi

Che si scorge da lontano, arroccata sulla collina. Bellissima, silenziosa, magica. Ci sono stato diverse volte, una di queste anche con un pellegrinaggio a piedi: e ogni volta mi emoziona. Compresa questa. Gli ultimi chilometri li ho fatti a tutta.

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Un bellissimo tramonto ad Assisi, sulla Basilica di San Francesco

L’arrivo è sempre un momento speciale. Mi sono ritagliato un momento tutto per me. Assisi era piena di pellegrini, come sempre. Mi sono seduto sotto la Basilica di San Francesco, un po’ nascosto. E mi sono sentito felice. Ce l’ho fatta!

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la via francigena in bicicletta

Spendo poche parole sulla Via Francigena. Se volete percorrerla in bicicletta, date un occhio a questo sito dove troverete tutte le informazioni utili per programmare il vostro viaggio su due ruote.

indicazioni via francigena
Le indicazioni per pellegrini a piedi e in bicicletta lungo la Via Francigena

post scriptum

Ps: so che a qualcuno verrà il dubbio (legittimo). Quindi, anticipo eventuali domande, o critiche. Le foto le ho scattate tutte da solo, anche quelle dove pedalo in sella alla bicicletta, con il mio smartphone e un trepiedi da pochissimi euro.

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